
La prima volta che ho visto Ripatransone, borgo in provincia di Ascoli Piceno nelle Marche, non è scoccata la scintilla e ho dovuto aspettare qualche anno per innamorarmi di questo gioiello marchigiano immerso nella campagna. All’epoca (più di cinque anni fa) i luoghi di interesse non erano ben segnalati e molti erano chiusi. Sarà stata la giornata sbagliata ma le cose sono molto cambiate da allora.


Uno dei borghi più belli delle Marche
Sono tornata pochi giorni fa in questo che è uno dei borghi più belli della regione Marche e ho trovato una bella accoglienza per il turista che arriva e trova palazzi storici, un saliscendi tra i vicoli, segnaletica adeguata e qualche chicca come il Teatro Storico Luigi Mercantini ricavato nel Palazzo trecentesco del Podestà.

Cosa vedere
Per ammirare questo “teatro gioiello”, il Teatro Mercantini, i cui lavori sono cominciati sul finire del XVIII° secolo bisogna recarsi all’Ufficio Informazioni, proprio di fronte il palazzo del Podestà, in piazza XX settembre e farsi accompagnare all’interno. Vale davvero la pena. Solo 150 posti per questo teatro finemente decorato con bei palchetti e un fondale dipinto molto interessante.
Ripatransone è una gemma medievale da scoprire con lentezza, passeggia tra vicoli e piazzette, entra nel Duomo di San Gregorio Magno (risalente al 1500), visita le chiese, fai il giro delle mura dove incontri le porte di accesso come la Porta di San Domenico. In Piazza XX settembre trovi il Palazzo del Podestà che è piuttosto imponente oltre ai palazzi risalenti al XV e XVI secolo che puoi ammirare passeggiando tra le vie.
Il vicolo più stretto d’Italia
Camminando per il centro storico non perdere il vicolo più stretto d’ Italia, è ben segnalato, e lo straordinario affaccio sulle colline circostanti.



Ho visitato il Museo Vescovile di Ripatransone che fa parte di una rete museale dei Musei Sistini e contiene alcune opere di straordinaria bellezza. Ospitato in una chiesa sconsacrata, in passato è stato … un cinema! Da ammirare l’affresco proveniente da una chiesetta nei dintorni di Ripatransone. La Madonna del Soccorso è opera di Vincenzo Pagani da Monterubbiano, uno dei pittori più rappresentativi del piceno nel 1500.


Fare una comunità

I borghi, lo sai già, sono fatti dalle persone che li abitano e qui la comunità si è data da fare per testimoniare la storia degli abitanti. Fare una comunità è un’installazione di Alex Urso che puoi ammirare lungo le mura cittadine. Risale al 2024 ed è un progetto artistico promosso dal Comune di Ripatransone e che ha visto coinvolta direttamente tutti gli abitanti di Ripatransone. Molti di loro hanno risposto alla call to action dell’artista mettendo a disposizione una o più foto private che mostrano familiari in scene di vita quotidiana e momenti di convivialità.

Un’operazione culturale riuscita che ha evidenziato l’anima del territorio e il suo patrimonio sociale e storico.
Sui tetti di Ripatransone

Il paesaggio e i belvedere la fanno da padroni a Ripatransone. Ogni affaccio è buono per fare una sosta e rilassarsi, o indovinare le cime che si stagliano all’orizzonte, dai Monti Sibillini fino al mare Adriatico.
Non potevo perdermi poi la sosta al Bar Pasticceria centrale e salire nella piccola terrazza affacciata sui tetti e che guarda il mare. Uno spuntino con vino locale e prodotti del territorio.
Ripatransone città del vino
Ripatransone è città del vino. con eccellenze DOC e DOCG come il Pecorino, la Passerina, il Falerio e il Rosso Piceno superiore. Nel borgo fai una sosta all’enoteca della Cantina Colli Ripani.
Un calice e un brindisi per terminare la visita in quello che è diventato uno dei miei borghi marchigiani preferiti, Ripatransone!



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